Guida ai diritti

agevolazioni per le persone con disabilità e per il nucleo familiare

Ausili
Hanno diritto alla fornitura gratuita degli ausili, protesi e ortesi elencati nel Nomenclatore Tariffario (Decreto Ministeriale 28/12/92) gli invalidi civili, del lavoro, di guerra o per servizio, ciechi e sordomuti.
Ne hanno diritto anche i minori di 18 anni non riconosciuti invalidi per i quali è riconosciuta la necessità di effettuare un intervento compensativo e riabilitativo al fine di prevenire l’instaurazione di una disabilità irreversibile e i maggiorenni in attesa di riconoscimento cui la Commissione medica USL abbia riscontrato una menomazione invalidante che comporta una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad 1/3.
Erogazione: su prescrizione dello specialista ASL o di un medico di fiducia, la USL autorizza l’erogazione della fornitura indicata.

Assegno per il nucleo familiare (L. n. 153, 13/5/88):
L’assegno, che dal 1998 riguarda anche i lavoratori subordinati, compete in misura differente in rapporto al numero dei componenti e al reddito del nucleo familiare.
Il reddito familiare è costituito dall’ammontare dei redditi complessivi assoggettabili all’IRPEF, e redditi di qualsiasi natura.
Non devono essere computati nel reddito, e quindi non dichiarati: i TFR, i trattamenti di famiglia, le rendite vitalizie INAIL, le pensioni di guerra, le provvidenze economiche per gli invalidi civili, le quote di indennità di trasferta entro il limite fissato per l’assoggettamento fiscale.
I livelli di reddito (stabiliti in tabelle apposite INPS e annualmente rivalutati) sono aumentati di L. 10.000.000 (dieci milioni), qualora all’interno del nucleo familiare si trovino soggetti che, a causa di infermità fisica o mentale, sono nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro o, se minorenni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.
I medesimi livelli di reddito sono aumentati di altri 2.000.000 (due milioni) di lire se i soggetti aventi diritto all’assegno si trovino in condizione di vedovo/a, divorziato/a, separato/a legalmente, celibe o nubile.
Il nucleo familiare è composto dal richiedente, dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato, dai figli ed equiparati di età inferiore ai 18 anni siano essi legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati, e, senza limiti di età dai figli invalidi che si trovino nella permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro.
Inoltre i fratelli e i nipoti minori, o senza limiti di età in caso di infermità, contestualmente orfani di entrambi i genitori e non aventi titolo a pensione alcuna.
Le richieste di erogazione dell’assegno devono essere inoltrate al datore di lavoro su apposito modello.
Per le informazioni circa i livelli di reddito è necessario contattare un qualsiasi ufficio zonale dell'INPS.

Esenzione dal ticket sanitario
Le persone con Sindrome di Down hanno tutte diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket. Tale possibilità deriva da una serie di norme diverse che nel tempo hanno individuato le categorie di persone e i requisiti in presenza dei quali stabilire l’accesso a questa agevolazione.
Prima di avere riconosciuta l’invalidità civile, i bambini con SD hanno l’esenzione in quanto sono considerati tra quelli indicati nel Decreto Ministeriale (Sanità) 1/2/91, art. 4 (“sono esentati dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sanitaria per le prestazioni farmaceutiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio e per le prestazioni specialistiche correlate alle specifiche patologie di cui sono affetti [tra gli altri] i nati con gravi deficit psichici, fisici e sensoriali”).
Inoltre sono esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria tutti i bambini al di sotto dei 6 anni di età appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo lordo non superiore a Euro 36.151,98 (Legge n. 724, 23/12/94, art. 1, comma 3).
Una volta riconosciuta l’invalidità civile continuano ad avere diritto all’esenzione, sia nel caso abbiano il riconoscimento del diritto all’indennità di frequenza (in base al Decreto Legislativo n. 124, 29/4/98, art. 5, comma 6, che stabilisce “l’esenzione agli invalidi civili minori di 18 anni con indennità di frequenza”) sia che abbiano il riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento (art. 6 del già citato Decreto Ministeriale 1/2/91 “sono esentati dalla partecipazione alla spesa per le generalità delle prestazioni sanitarie, con esclusione dei farmaci diversi da quelli inclusi nel prontuario [tra gli altri] gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi”).
I maggiorenni rientrano tutti tra gli invalidi indicati nel Decreto 1/2/91, perché tutte le persone con SD hanno riconosciuta come minima la percentuale del 75%.
Inoltre, recentemente è stato emanato il Decreto Ministeriale (Sanità) n. 279, 18/5/01 “Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie” nel quale la Sindrome di Down è inserita come “malattia rara” (il codice assegnato è RN0660): in base a questo decreto la persona riconosciuta esente “ha diritto alle prestazioni di assistenza sanitaria incluse nei livelli essenziali di assistenza efficaci ed appropriate per il trattamento ed il monitoraggio della malattia e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti” (art. 6).
Ovviamente l’esenzione riguarda esclusivamente le prestazioni farmaceutiche e specialistiche previste dal Servizio Sanitario Nazionale.


Esenzione bollo auto
I familiari che hanno a carico fiscale una persona titolare di indennità di accompagnamento e riconosciuta in situazione di gravità ai sensi del comma 3, art. 3 della legge n. 104/92, hanno diritto all’esenzione dal pagamento del bollo auto (art. 30, comma 7, legge n. 388, 23/12/2000 e Circolare Ministero delle Finanze n. 46, 11/5/2001).
Per l’esenzione dal pagamento del bollo occorre presentare domanda in carta semplice presso le Agenzie delle Entrate del Ministero delle Finanze (ci sono sedi in ogni regione) allegando:
- fotocopia del libretto di pensione o del verbale di invalidità che attesti il diritto all'indennità di accompagnamento,
- certificato di handicap in situazione di gravità ai sensi del comma 3, art. 3 della legge n. 104/92,
- fotocopia del libretto di circolazione dell’auto,
- fotocopia della pagina della dichiarazione dei redditi che indica che la persona disabile è fiscalmente a carico del titolare dell’auto.
Per accedere a questa agevolazione è importante che l’auto abbia un unico intestatario: se lòa macchina è cointestata infatti si perde il diritto all’esenzione.
Coloro che hanno pagato il bollo pur avendo diritto all’esenzione hanno facoltà di richiederne il rimborso, attraverso una lettera inviata all’Assessorato Bilancio della propria Regione di residenza, allegando l’originale del bollo e la fotocopia del libretto di circolazione L’esenzione è valida per una sola auto e anche per gli anni successivi; l’istanza va ripresentata solo nel caso il veicolo venga sostituito o se vengono meno i requisiti necessari per fruire del beneficio in questione.

Agevolazioni Telecom
I titolari di un contratto di abbonamento al servizio telefonico di base di categoria B dal 1° dicembre 2001 possono fruire di una riduzione del 50% del pagamento dell’importo mensile di abbonamento, cioè del canone (Delibere dell’autorità per le comunicazioni n. 314/00/CONS e n. 330/01/CONS).
Per poter fruire di questa agevolazione occorre che siano soddisfati due requisiti:
il requisito sociale: all’interno del nucleo familiare deve esserci una persona titolare di pensione di invalidità civile (o di pensione sociale, o un anziano con oltre 75 anni, o il capofamiglia disoccupato);
il requisito economico: disporre di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) relativo al nucleo familiare non superiore a 6.713,94 euro (pari a £. 13.000.000). Tale cifra è quella indicata nelle Delibere, è verosimile che sia periodicamente rivalutata. L’attestato ISEE può essere richiesto presso i CAF (centro assistenza fiscale), i comuni, le sedi territoriali dell’INPS.
Occorre quindi compilare un modulo, disponibile presso i negozi “Punto 187” della Telecom, gli stessi CAF e INPS e anche scaricabile dal sito Internet www.187.it.
Il modulo compilato, con allegati la fotocopia di un documento valido d’identità del titolare del contratto, la fotocopia dell’attestato ISEE, la fotocopia del libretto di pensione da cui risulta il nome e cognome, il codice fiscale, la categoria, il codice INPS e la decorrenza della pensione stessa, va inviato a mezzo raccomandata alla sede Telecom indicata sulla propria bolletta.
La Telecom ha previsto anche la possibilità dell’esenzione totale dal pagamento dell’abbonamento, ma solo per quei nuclei al cui interno vi sia persona sordomuta che utilizzi il dispositivo telefonico DTS.

Assegno per il nucleo familiare

Agevolazioni - Sostegno economico

Si tratta di una agevolazione non specifica per le famiglie che hanno nel proprio nucleo persone con disabilità, tuttavia, nei confronti di queste si applicano disposizioni particolari.

I lavoratori dipendenti e i pensionati il cui nucleo, comprendente familiari a carico, non superi un determinato limite di reddito, possono chiedere la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare. Questo, previsto anche per i lavoratori parasubordinati, compete in misura differente in rapporto al numero dei componenti e al reddito del nucleo familiare.

Nel caso di figli con disabilità l’agevolazione prevista riguarda la maggiorazione dei limiti di reddito e l'aumento dell’importo dell’assegno (rivalutati annualmente).
La documentazione da presentare è il verbale di invalidità civile (per i maggiorenni, in caso di percentuale riconosciuta inferiore al 100%, l’ente erogatore può richiedere di accertare, da parte dei suoi sanitari, la presenza della condizione di “inabilità a proficuo lavoro”).

Il certificato di handicap in condizione di gravità per le persone con SD

Certificato handicap Legge 104/92 - Certificazioni

La legge n. 104, 5 febbraio 1992, ha introdotto il nuovo concetto normativo di “persona handicappata”, diverso da quello di “invalido civile”.
Con tale definizione il comma 1 dell’art. 3 individua “colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”.
Il comma 3 afferma poi “Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici”.

In generale il riconoscimento della condizione di handicap o di handicap con connotazione di gravità è di competenza della Commissione ASL, in forza presso l’Ufficio Invalidi Civili; per le persone con sindrome di Down, la legge 289/2002 (legge finanziaria per il 2003) ha introdotto alcune particolarità:

l’art. 94, comma 3 dispone che “in considerazione del carattere specifico della disabilità intellettiva solo in parte stabile, definita ed evidente, e in particolare al fine di contribuire a prevenire la grave riduzione di autonomia di tali soggetti nella gestione delle necessità della vita quotidiana e i danni conseguenti, le persone con sindrome di Down, su richiesta corredata da presentazione del cariotipo, sono dichiarate, dalle competenti commissioni insediate presso le aziende sanitarie locali o dal proprio medico di base, in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104, ed esentate da ulteriori successive visite e controlli”. scarica il certificato dalla sezione "download modulistica"

Esenzione dal pagamento del bollo auto

Agevolazioni - Auto

La persona con disabilità intellettiva o il familiare del quale questa risulta fiscalmente a carico, ha diritto ad alcune agevolazioni riguardanti il settore auto, per le quali non viene richiesta alcuna modifica funzionale al veicolo.

E' necessario però che la persona con disabilità sia titolare di indennità di accompagnamento e riconosciuta con handicap in situazione di gravità, così come stabilito dalla legge che ha esteso queste agevolazioni anche alle persone con disabilità intellettive, la legge n. 388, 23 dicembre 2000, art. 80, comma 7.
Per ciò che concerne l’esenzione dal pagamento del bollo (tributo regionale), le Regioni Emilia Romagna e Lombardia hanno stabilito che è sufficiente essere in possesso del riconoscimento della situazione di handicap con connotazione di gravità, anche in assenza del diritto all’indennità di accompagnamento.

L’esenzione dal pagamento del bollo spetta senza limite di valore dell’auto, ma questa non può avere cilindrata superiore a 2000 cc se benzina o 2800 cc se diesel. Può essere richiesta anche per un’auto già posseduta, se il richiedente possiede più di una macchina l’esenzione spetta solo per una di queste, a sua scelta.

Chi ha pagato il bollo pur avendo diritto all’esenzione, può chiederne il rimborso entro i tre anni solari successivi a quello del versamento effettuato.

Lavoro: agevolazioni per i genitori

Agevolazioni - Lavoro

I lavoratori dipendenti, genitori di persone con handicap riconosciute ai sensi del comma 3, art. 3 della legge 104/92 (quindi in condizione di handicap avente connotazione di gravità), che non siano ricoverate a tempo pieno presso istituti specializzati, hanno diritto ad agevolazioni sul posto di lavoro ulteriori rispetto a quelle già previste per tutti i genitori.
Riferimento normativo è il Decreto Legislativo n. 151, 26 marzo 2001 “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000 n. 53”.

La richiesta per fruire delle agevolazioni va presentata dal lavoratore:
- direttamente ed esclusivamente al datore di lavoro, se lavoratore nel settore pubblico;
- al datore di lavoro e all’INPS, utilizzando i moduli predisposti da quest’ultimo, se lavoratore nel settore privato. La circolare INPS n. 53/2008 ha stabilito che la domanda deve essere inoltrata una prima volta e non ha scadenza temporale, fermo restando l’obbligo per il lavoratore di comunicare tempestivamente eventuali avvenute modificazioni di quanto autocertificato nella prima domanda.
Se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti, la richiesta può essere presentata da tutti e due, ma le agevolazioni possono essere prese in alternativa.

AGEVOLAZIONI PER GENITORI DI BAMBINI DI ETÀ INFERIORE A 3 ANNI
AGEVOLAZIONI PER GENITORI DI PERSONE DI ETÀ SUPERIORE A 3 ANNI
IL CONGEDO STRAORDINARIO DI DUE ANNI
LAVORO NOTTURNO
SCELTA DELLA SEDE DI LAVORO E NON TRASFERIBILITÀ
FLESSIBILITÀ DI ORARIO

AGEVOLAZIONI PER GENITORI DI BAMBINI DI ETÀ INFERIORE A 3 ANNI
La legge (Decreto legislativo n. 51/2001, art. 33) prevede che le due agevolazioni previste per la maternità e paternità “ordinaria”, il congedo parentale (astensione dal lavoro) e il permesso orario (due ore giornaliere, o un’ora nel caso di orario di lavoro inferiore alle sei ore quotidiane), possano essere prolungate fino al compimento dei tre anni di età del bambino. Retribuzione e contribuzioni sono quelle considerate per i due istituti “ordinari”, quindi intera per i permessi orari, al 30% per il prolungamento del congedo parentale.  Per un certo periodo di tempo, per i dipendenti della pubblica amministrazione le ore e i giorni di assenza dal lavoro non hanno maturato quella parte di stipendio che fa riferimento alle cosiddette gratifiche o incentivi (comma 5, art. 71, Decreto legge 112/08 convertito nella legge 133/08); con la conversione del decreto legge n. 78/09 nella Legge 102/09 (art. 17, comma 23, lettera d), questa disposizione è stata abrogata.
Scarica qui il modello INPS Hand1per la richiesta di questi permessi

AGEVOLAZIONI PER GENITORI DI PERSONE DI ETÀ SUPERIORE A 3 ANNI
La legge prevede tre giorni di permesso mensile interamente retribuiti e coperti da contribuzione figurativa (per un certo periodo di tempo, per i dipendenti della pubblica amministrazione le ore e i giorni di assenza dal lavoro non hanno maturato quella parte di stipendio che fa riferimento alle cosiddette gratifiche o incentivi (comma 5, art. 71, Decreto legge 112/08 convertito nella legge 133/08); con la conversione del decreto legge n. 78/09 nella Legge 102/09 (art. 17, comma 23, lettera d), questa disposizione è stata abrogata..
I giorni possono essere fruiti alternativamente dai genitori, anche all’interno dello stesso mese (per esempio, due giorni la madre e un giorno il padre), non sono cumulabli con quelli dei mesi successivi né sono assoggettabili alla disciplina del recupero. I permessi mensili sono sempre fruibili dai genitori quando si tratta di figlio minore o, quando maggiorenne, se convivente, indipendentemente dalla presenza nel nucleo familiare di altra persona in grado di prestargli assistenza. Quando il figlio maggiorenne non convive con il genitore che chiede i permessi, è allora necessario che l’assistenza sia  continuativa ed esclusiva (art. 42, comma 3, Decreto Legislativo n. 151/01).
Con il Messaggio n. 16866 del 28 giugno 2007, l'INPS ha precisato che i permessi giornalieri possono essere frazionati in permessi orari entro un massimale che varia a seconda dell'orario di lavoro e dei giorni lavorativi.
Per quanto riguarda i dipendenti pubblici la fruizione del permesso mensile frazionato in ore è possibile esclusivamente per coloro il cui contratto collettivo di lavoro lo preveda. I CCNL della pubblica amministrazione che lo hanno fatto hanno stabilito in questo caso un monte ore di 18 ore.

Se nello stesso nucleo familiare vivono più figli con handicap in condizione di gravità il richiedente potrà fruire di più benefici consistenti ciascuno in un permesso mensile di tre giorni, ma solo nel caso abbia necessità di assisterli con modalità e tempi diversi.
IL CONGEDO STRAORDINARIO DI DUE ANNI
La legge prevede la possibilità di fruire di un periodo di due anni di congedo, retribuito interamente se il proprio reddito non supera una determinata cifra: la circolare INPS n. 52/2008 ha rideterminato l’importo massimo giornaliero dell’indennità e dell’accredito figurativo in euro 86,14.
Per un certo periodo di tempo, per i dipendenti della pubblica amministrazione il periodo di congedo   non ha maturato quella parte di stipendio che fa riferimento alle cosiddette gratifiche o incentivi (comma 5, art. 71, Decreto legge 112/08 convertito nella legge 133/08); con la conversione del decreto legge n. 78/09 nella Legge 102/09 (art. 17, comma 23, lettera d), questa disposizione è stata abrogata.
Il congedo può essere fruito anche frazionatamente e in qualsiasi momento della vita lavorativa del genitore richiedente.
Si considerano due anni “solari” e il periodo non matura ferie (la finanziaria per il 2007 consente, a facoltà del lavoratore che ha utilizzato non più di sei mesi del suddetto congedo, la fruizione di giornate di permesso, non retribuite e non coperte da contribuzione figurativa, in numero pari al numero di giorni di ferie che avrebbe maturato nello stesso arco di tempo lavorativo).

LAVORO NOTTURNO
Non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico una persona con disabilità ai sensi della legge 104/92. Per lavoro notturno la legge (Decreto legislativo n. 66, 8 aprile 2003, art. 1, comma 2, lettera d) intende il periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino. La Circolare del Ministero del Lavoro n. 8, 3 marzo 2005, specifica che sia da intendersi lavoro notturno anche quello svolto tra le 24 e le 7, tra le 23 e le 6, tra le 22 e le 5. Sul significato da attribuire all’espressione “a proprio carico”, la Risoluzione del Ministero del Lavoro del 6 febbraio 2009 n. 4 chiarisce che solo il soggetto che risulti già godere dei benefici della legge 104/92, o ne possieda i requisiti per farlo, potrà richiedere l’esonero dal lavoro notturno.

SCELTA DELLA SEDE DI LAVORO E NON TRASFERIBILITÀ
Il genitore lavoratore ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e a non essere trasferito senza il proprio consenso.

FLESSIBILITÀ DI ORARIO
Annualmente viene destinata una quota, individuata con decreto del Ministro delle Politiche per la Famiglia, al fine di erogare contributi alle aziende che applichino accordi contrattuali che prevedano, tra le altre cose, progetti per consentire ai lavoratori di fruire di forme di flessibilità di orario e di organizzazione del lavoro con priorità per i genitori di figli con disabilità, o anche interventi volti a favorire la sostituzione, il reinserimento, l’articolazione della prestazione lavorativa e la formazione dei lavoratori con figli con disabilità a carico (Legge n. 53, 8 marzo 2000, art. 9, come sostituito dall'art. 1, comma 1254 della legge 296/2006). Prossima scadenza per la presentazione dei progetti è  il 10 giugno 2008 (riferimento è stato fino ad oggi il Ministero per la famiglia durante la XV legislatura, non più presente nel nuovo governo).

 

 
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La legge n. 102 del 3 agosto 2009 ("Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 4 agosto 2009 - Supplemento ordinario n. 140) ha introdotto alcune novità relative all’invalidità civile con effetto dal primo gennaio 2010.
In particolare ci si riferisce all’art. 20 “Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile”.
 

Dal 1° gennaio 2010 cambiano alcune disposizioni:
- le commissioni mediche competenti alla valutazione sanitaria in materia di invalidità civile, cecità, sordomutismo, handicap e disabilità sono integrate da un medico INPS (comma 1);
- sarà competenza dell’INPS accertare la sussistenza dei requisiti sanitari (le visite di verifica) (comma 2);
- la domanda per l’accertamento andrà presentata all’INPS per via telematica e non più alla ASL (comma 3);
- il Ministero del Lavoro e la Conferenza Stato-Regioni disciplinano le modalità attraverso le quali sono affidate all’INPS le attività relative all’esercizio delle funzioni concessorie nei procedimenti di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità (comma 4).

Il comma 6 inoltre stabilisce che entro trenta giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni dettate dalla legge in questione (quindi febbraio 2010), sarà nominata dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze una Commissione con il compito di aggiornare le tabelle indicative delle percentuali dell’invalidità civile, già approvate con decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, e successive modificazioni. Lo schema di decreto che apporta le eventuali modifiche alle tabelle in attuazione del presente comma sarà trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni competenti per materia.

L’INPS ha emanato la circolare n. 131 del 28 dicembre 2009, fornendo indicazioni sulla base della Determinazione INPS n. 189 del 20 ottobre 2009 “Il nuovo processo dell’invalidità civile alla luce dell’art. 20 del D.L. n. 78/2009 convertito nella Legge 102 del 3 agosto 2009. Gli aspetti organizzativi e procedurali del nuovo sistema”.

Riassumiamo di seguito i nuovi adempimenti da seguire per la domanda di riconoscimento dell’invalidità civile, la cecità, il sordomutismo, l’handicap e la disabilità.
A fine documento i nuovi importi e limiti di reddito delle provvidenze economiche per l’anno in corso.

Tutta la procedura è diventata online e dovrà essere inoltrata accedendo al sito INPS attraverso un codice PIN preventivamente richiesto. Le modalità da seguire per ottenere il PIN (per i medici, i cittadini, i patronati, le associazioni ANFASS, ANMIC, ENS, UIC) sono indicate nel Messaggio INPS n. 30401 del 31/12/09
Nel caso il cittadino non voglia o non possa procedere autonomamente, potrà rivolgersi e farsi assistere da un Patronato o da una delle associazioni di categoria riconosciute:

Passaggio 1: il rilascio del certificato medico
Il cittadino che vuole richiedere il riconoscimento deve rivolgersi al suo medico che dovrà compilare il certificato secondo il modello C indicato dalla Determinazione INPS n. 189/09 (nel caso di richiesta di visita domiciliare il modello è quello D); se il medico non ha ancora richiesto all’INPS il PIN per poter compilare online il modello, potrà compilare il certificato cartaceo seguendo comunque il modello INPS.
In questo caso il cittadino dovrà poi rivolgersi a un patronato o a una delle associazioni di categoria riconosciute il cui medico acquisirà il certificato e lo compilerà online. Al termine della compilazione online, il certificato (di validità 30 giorni) avrà assegnato un numero che dovrà essere riportato sulla domanda, anche questa da compilare e inviare online. Il cittadino dovrà farsi rilasciare copia cartacea del certificato, firmata dal medico certificatore perchè dovrà presentarla in sede di visita medica.

Passaggio 2: la compilazione e l’invio della domanda all’INPS
Una volta compilato il certificato medico online e non oltre il trentesimo giorno dal suo rilascio, sarà necessario procedere con la compilazione della domanda . Questo adempimento potrà essere realizzato direttamente dal cittadino che sia in possesso del PIN per l’accesso al sito INPS, oppure dal patronato o da una delle associazioni di categoria riconosciute. Nella domanda si può indicare anche un indirizzo di posta elettronica dove ricevere tutte le comunicazioni successive. Al termine della procedura il sistema rilascerà una ricevuta, stampabile, che conterrà il numero di protocollo della domanda e la data di presentazione della stessa. Inoltre, contestualmente alla conferma di avvenuta ricezione, il sistema proporrà l’agenda degli appuntamenti disponibili presso la ASL corrispondente al CAP del richiedente. La data della visita non potrà superare i 30 giorni dalla data della domanda o 15 nel caso di persona affetta da patologia oncologica o da patologia/condizione compresa nel DM 2 agosto 2007.

Passaggio 3: la visita medica
La visita medica continuerà ad essere effettuata presso la ASL territorialmente competente. Il cittadino dovrà presentarsi portando con sé la copia cartacea del certificato medico firmata dal medico certificatore oltre alla ulteriore documentazione sanitaria di cui è in possesso, e se vuole potrà farsi accompagnare da un suo medico di fiducia. Se non dovesse presentarsi sarà nuovamente convocato entro i successivi 3 mesi, ma la mancata presentazione anche alla nuova visita sarà considerata come rinuncia alla domanda con perdita di efficacia della stessa (in caso di impedimento, il cittadino può comunque chiedere una nuova data di visita). Nella commissione medica sarà sempre presente un medico INPS.

Passaggio 4: il verbale
L’accertamento sanitario potrà concludersi secondo due diverse modalità:
a) giudizio medico-legale espresso all’unanimità: in questo caso il verbale viene validato dal responsabile del Centro Medico Legale territorialmente competente e immediatamente inviato al cittadino; nel caso di beneficio economico derivante dal riconoscimento effettuato, sarà contestualmente attivata la procedura per l’erogazione dello stesso (se il responsabile del CML dovesse riscontrare elementi tali da non consentire l’immediata validazione, sarà seguito il procedimento utilizzato nel caso di giudizio espresso a maggioranza);
b) giudizio medico-legale espresso a maggioranza: il responsabile del Centro Medico Legale territorialmente competente sospende l’invio del verbale al cittadino e nei 10 giorni successivi può o validare il verbale o disporre una nuova visita da effettuarsi entro i successivi 20 giorni.
Il verbale sarà redatto in formato elettronico secondo il modello E indicato dalla Determinazione INPS n. 189/09. Una volta validato il verbale, questo sarà inviato al cittadino in duplice copia, una delle quali contenente esclusivamente il giudizio finale senza i dati sensibili, per un eventuale uso amministrativo da parte del titolare.

Passaggio 5: l’erogazione delle provvidenze economiche eventualmente spettanti
Con l’invio del verbale si attiva una procedura amministrativa nel caso in cui il riconoscimento preveda un beneficio economico. Nelle regioni in cui l’INPS ha la titolarità della concessione, la comunicazione allegata al verbale contiene anche la richiesta dei dati necessari all’acceertamento dei requisiti socioeconomici (anche questi possono essere forniti via informatica dal sito INPS). Nelle regioni in cui la concessione è di competenza di enti diversi dall’INPS, questo invia all’ente e al cittadino la comunicazione e il verbale.

Per maggiori informazioni vedi la pagina informativa sul sito dell'INPS

 


 

GLI IMPORTI E I LIMITI DI REDDITO DELLE PROVVIDENZE ECONOMICHE PER IL 2010

Con decreto del Ministero dell’economia 19 novembre 2009 e successiva circolare INPS n. 132 del 29 dicembre 2009 sono stati stabiliti i nuovi importi delle provvidenze economiche per gli invalidi civili e i nuovi limiti di reddito:

indennità di frequenza - assegno mensile: € 256,67. Limite di reddito € 4.408,95

Pensione di totale inabiltà lavorativa: € 256,67. Limite di reddito € 15.154,24

Indennità di accompagnamento: € 480,47. Non c’è limite di reddito